Celtic in Rivolta: Una pioggia di arance e palline interrompe la partita

Ritardo di tre minuti a Dundee: la furia dei tifosi esplode in campo contro la dirigenza, accusata di fallimenti in Europa e strategia arcaica sui trasferimenti.


A Dundee, sul campo, la Domenica non è stata tranquilla. L’inizio della partita, in trasferta, è stato costretto a un ritardo di tre minuti abbondanti di imbarazzo, diciamocelo chiaramente, mentre i campioni scozzesi assistevano all’ira funesta dei propri sostenitori.

I tifosi del Celtic , infuriati, non si sono limitati a fischi o cori, ma hanno alzato il tiro, lanciando sul terreno di gioco, un gesto inatteso, davvero, una vera e propria tempesta di palline da tennis e arance. Una protesta feroce contro i proprietari del club, arrivò al culmine.

Celtic in rivolta: pioggia di arance e palline

Subito dopo il fischio d’inizio, al Dens Park, una miriade di proiettili, centinaia, tra palline rimbalzanti e agrumi, ha invaso l’area di rigore. I giocatori, di entrambe le squadre, hanno dovuto chinarsi per improvvisarsi addetti alle pulizie; una scena che ha fatto il giro del mondo, si vede, si percepisce l’umiliazione.

Tutto questo, perché? Negli ultimi mesi, la rabbia degli Hoops è stata montata, alimentata da una percepita, e pesantissima mancanza di investimenti nella finestra estiva. Ma soprattutto, il fallimento nel raggiungere quella dannata fase a gironi della Champions League che significa soldi, prestigio e speranza. L’incompetenza, così la chiamano i tifosi.

L’Incompetenza è Evidente: Striscioni e Volti Cancellati nel Mirino

sack on the board

E poi, la mossa più velenosa: su uno striscione apparivano i volti del presidente Peter Lawwell, dell’amministratore delegato Michael Nicholson, del principale azionista Dermot Desmond e del direttore finanziario Chris McKay… tutti cancellati . Una visione imbarazzante, certamente, per Nicholson e McKay, presenti in tribuna.

In campo, il portiere Kasper Schmeichel ha provato a calmare gli animi, ma senza fortuna. Ben presto, i leader come Callum McGregor e Cameron Carter-Vickers sono dovuti intervenire per aiutare a rimuovere il disastro.

McFadden e la profezia: “Non sarà l’ultima protesta”

James McFadden, il commentatore di Sky Sports, ha colto subito il punto. “Non credo che questa sarà l’ultima protesta dei tifosi del Celtic“, ha affermato con voce grave.

E ha aggiunto, quasi rassegnato: “Penso che si possa tranquillamente dire che il punto è stato chiarito. Ci vorrà un po’ di tempo per far uscire tutte quelle palle dal campo. I giocatori vogliono solo continuare a giocare.

“Non un altro centesimo”: La campagna di boicottaggio totale dei Fan

Questo non è un episodio isolato, attenzione. Il malcontento è organizzato, profondo. Di recente, il Celtic Fans Collective aveva già spinto i tifosi a boicottare qualsiasi acquisto, merchandising, cibo, bevande , all’interno del Parkhead, insomma, il blocco totale.

Annunciando la campagna, battezzata “Not Another Penny” (Non un altro centesimo), il gruppo ha messo a nudo le proprie ragioni, in un atto d’accusa che non risparmia nessuno. Hanno scritto: “Per troppo tempo, il consiglio direttivo del Celtic ha dato per scontati i sostenitori.”

Not another penny

La lista delle colpe, poi, è lunga, anzi lunghissima: “Sono responsabili di ripetuti fallimenti in Europa, di una strategia di trasferimenti arcaica, di un gruppo di giocatori non ufficiali che hanno esagerato nel rimanere, di prezzi dei biglietti gonfiati e di una distribuzione iniqua, di uno stadio trascurato, di un’atmosfera stantia, di un modello di coinvolgimento dei tifosi inesistente, di un’accademia poco performante, di una squadra femminile sottofinanziata e di un campo inadatto a giocare a giocare a calcio alla maniera del Celtic.”

E chiudono con l’affondo, durissimo: “Questi sono solo alcuni degli errori che smascherano un consiglio di amministrazione fuori dal mondo e mettono in ridicolo la sua pretesa di essere “di livello mondiale in tutto ciò che facciamo”.

Rodgers sceglie la prudenza: “Capisco perfettamente la loro frustrazione”

A settembre, già si era vista la tensione, con un ingresso posticipato organizzato dai tifosi per la partita contro il Kilmarnock.

Brendan Rodgers, il manager, all’epoca, aveva cercato di tenere un profilo basso, di capire. “Non puoi dire a nessuno come deve sentirsi”, affermò. Un modo, forse, per non gettare altra benzina sul fuoco.

Se porti i tuoi figli e vuoi che siano sugli spalti all’inizio della partita, allora i tifosi hanno tutto il diritto di farlo,” aggiunge.

La sua conclusione, però, è quella che resta: “Vogliamo che il calcio e lo spirito di squadra siano uniti. I tifosi, la dirigenza e la situazione… capiscono perfettamente la loro frustrazione .” Parole di Rodgers, che chiudono il cerchio. Un malumore, insomma, che difficilmente svanirà in fretta.

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