Mondiale per Club nel mirino: la FIFA sotto accusa per il trattamento dei calciatori
Gianni Infantino criticato duramente dai sindacati: “Evento organizzato senza rispetto per la salute dei giocatori”
Il nuovo formato del Mondiale per Club non smette di far discutere. Se da una parte la FIFA e il suo presidente Gianni Infantino lo definiscono un successo globale, dall’altra i sindacati dei calciatori alzano la voce e parlano apertamente di scarsa sensibilità, assenza di rispetto e totale mancanza di dialogo. A guidare le critiche è la FIFPro, il principale organismo di rappresentanza dei calciatori professionisti a livello mondiale.
Il torneo, che ha visto il Chelsea trionfare con un netto 3-0 contro il PSG, si è svolto negli Stati Uniti in condizioni climatiche al limite del tollerabile, con temperature torride e margini di riposo quasi nulli per i giocatori coinvolti.

Sergio Marchi: “Una farsa contro chi vive il calcio ogni giorno”
A usare parole durissime è stato Sergio Marchi, presidente della FIFPro, che ha paragonato l’approccio della FIFA a una spettacolarizzazione da antica Roma, citando persino l’imperatore Nerone. Secondo Marchi, dietro la facciata di un calcio globale festoso si nasconde una realtà fatta di disuguaglianze, precarietà lavorativa e zero tutele sanitarie per moltissimi calciatori nel mondo.
“Quello che è stato venduto come una celebrazione del calcio mondiale è, in realtà, una messinscena priva di contatto con la realtà”, ha affermato. “È una manifestazione messa in piedi senza tenere conto della salute dei giocatori, del loro bisogno di riposo fisico e mentale, e del loro coinvolgimento nella definizione dei calendari”.

Caldo insopportabile e riposo quasi nullo
Uno dei punti più contestati è stato lo svolgimento delle partite in condizioni climatiche estreme, che secondo la FIFPro mettevano a serio rischio l’incolumità dei calciatori. Il calendario del torneo, inoltre, ha lasciato pochissimo spazio al recupero tra la fine delle competizioni nazionali e l’inizio della nuova stagione.
La situazione ha suscitato preoccupazioni anche in vista della Coppa del Mondo FIFA 2026, che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Marchi è stato chiaro: “Non si può tollerare un altro torneo in condizioni simili. Serve rispetto per chi fa vivere il calcio con il sudore, non solo strategia di marketing”.

Nessun invito al tavolo della FIFA
Incredibilmente, la FIFPro non è stata nemmeno coinvolta nell’incontro ufficiale organizzato dalla FIFA per discutere il benessere dei calciatori. Un meeting da cui è emersa solo una vaga promessa di almeno tre settimane di pausa estiva, ma che secondo il sindacato è stato solo una mossa formale, priva di sostanza.
La rottura tra FIFA e FIFPro si inserisce in un contesto già teso: da tempo le leghe professionistiche e le federazioni denunciano un uso autoritario e unilaterale del potere da parte dell’organismo presieduto da Infantino, soprattutto per quanto riguarda il calendario internazionale.
Il monito del sindacato: basta sfruttare i giocatori
L’attacco finale del sindacato è un vero e proprio appello alla responsabilità:
“Non si può continuare a usare il corpo dei giocatori per alimentare una macchina promozionale. Senza di loro, il calcio non esiste. È tempo che la FIFA cambi approccio, ascolti davvero chi scende in campo e costruisca una politica inclusiva, sostenibile e umana”.
La FIFPro promette battaglia e non sembra intenzionata a fare passi indietro. L’obiettivo è chiaro: ottenere garanzie concrete su riposi adeguati, condizioni di gioco sicure e coinvolgimento reale dei giocatori nelle decisioni che li riguardano.
Lo scontro tra FIFA e FIFPro potrebbe essere solo all’inizio. Il futuro del calcio internazionale, con calendari sempre più densi e tornei sempre più globalizzati, sembra destinato a passare da questa frattura.
Per i tifosi, tutto questo potrebbe sembrare distante. Ma la verità è che, senza calciatori in salute, lo spettacolo finisce. E anche il tifoso più appassionato se ne accorgerebbe, prima o poi.


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