Rafa Mir accusato di violenza sessuale: il giudice conferma le prove

Le accuse e l’indagine: cosa è successo nella notte del 1° settembre


Rafa Mir, ex attaccante dei Wolves e del Nottingham Forest, si trova al centro di un caso giudiziario pesante. È accusato di violenza sessuale con uso di violenza e aggressione tramite penetrazione. La svolta è arrivata dopo mesi di indagini, con un giudice istruttore che ha stabilito la presenza di prove sufficienti per portarlo davanti ai magistrati. Tutto parte da una serata di fine estate a Valencia, poi finita al centro delle cronache.

Era il 1° settembre 2024 quando Mir, insieme al connazionale Pablo Jara, avrebbe conosciuto due ragazze in una discoteca della città. Secondo la ricostruzione, i quattro si sarebbero poi spostati nella villa del calciatore a Betera, una zona residenziale non lontana da Valencia. Lì, tra piscina e bagno, nelle prime ore del mattino, si sarebbero consumati i fatti oggi sotto indagine. Le due donne hanno raccontato agli inquirenti di essere state aggredite sessualmente nella casa del giocatore.

Le decisioni del tribunale e le accuse formali

Rafa Mir

È stata stabilita una cauzione di 10.850 sterline per Mir e di 4.338 per Jara, somme destinate a coprire eventuali responsabilità civili in caso di condanna. Entrambi dovranno presentarsi per rilasciare dichiarazioni formali. Mir, attualmente in prestito dal Siviglia all’Elche, lo farà in videoconferenza su richiesta del suo legale.

Dalla nazionale Under 21 ai club inglesi: la parabola di Mir

A 28 anni, Rafa Mir ha già vissuto un percorso altalenante, nel 2019 ha festeggiato l’Europeo con la Spagna Under 21 e un anno dopo ha messo al collo la medaglia olimpica d’argento. La sua carriera sembrava lanciata, tanto che nel gennaio 2018 i Wolves avevano puntato forte su di lui, firmandolo per quattro anni e mezzo. Indossava la maglia numero 9 e ritrovava Nuno Espírito Santo, allora tecnico del Valencia. Le cose, però, sono andate diversamente: solo due presenze ufficiali e nessun gol, abbastanza per farlo finire presto nel dimenticatoio dei tifosi.

Poi i prestiti a Las Palmas e Nottingham Forest, ancora senza reti. Alla fine, nell’agosto 2021, l’addio definitivo: sei anni di contratto con il Siviglia e un nuovo capitolo. L’estate scorsa è tornato a Valencia, la squadra che lo aveva cresciuto, prima di passare in prestito all’Elche. Al momento dell’arresto, una delle accusatrici aveva 21 anni, l’altra 25. Dopo due giorni dietro le sbarre, Mir è tornato libero su cauzione, ma l’ambiente attorno a lui è cambiato completamente.

Cori offensivi dei tifosi e la reazione della giustizia sportiva

Durante una gara in trasferta contro l’Alaves, i tifosi di casa non hanno risparmiato cori pesanti: “Rafa Mir, stupratore”, hanno urlato in coro quando è stato sostituito nella ripresa. L’arbitro ha fermato la partita per alcuni minuti e ha avvisato le forze dell’ordine, seguendo il protocollo previsto in questi casi. Un episodio che ha fatto il giro dei media spagnoli e riacceso il dibattito sulla gestione delle accuse penali che coinvolgono giocatori ancora in attività.

La posizione del giocatore e le prossime tappe giudiziarie

Mir ha sempre respinto ogni accusa. In una dichiarazione rilasciata subito dopo l’arresto ha detto di avere “piena fiducia nella giustizia” e di aver collaborato con le autorità fin dal primo momento per chiarire i fatti. Nel frattempo si è scusato con compagni e società per la serata in discoteca, che ha violato il regolamento interno. L’Elche lo ha multato con una sanzione record, mai vista prima nel club.

La procura non ha ancora formalizzato l’atto d’accusa, che definirà la pena richiesta in caso di rinvio a giudizio. Toccherà ora al giudice stabilire se il procedimento sfocerà in un processo vero e proprio e con quali imputazioni.

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