Zinedine Zidane

Zidane Spezza il Silenzio: “C’è solo la Francia per il ritorno in panchina”

L’ex tecnico del Real Madrid confessa con grande emozione l’unico vero obiettivo che lo riporterebbe in campo.


C’è un’eleganza quasi regale in Zinedine Zidane quando parla di calcio, un misto di riservatezza e carisma. E c’era un’attesa palpabile attorno alle sue parole. Dopo anni di silenzio , o quasi , da quando ha lasciato la panchina del Real Madrid nel 2021, il mondo del pallone si chiedeva: Zizou tornerà?

Ebbene, la risposta è arrivata forte e chiara questo fine settimana, e ha messo a tacere ogni speculazione sul suo addio definitivo. Intervenendo al prestigioso Festival dello Sport, la leggenda francese ha rivelato che la voglia di allenare non è affatto svanita. Anzi, c’è un obiettivo che lo muove più di ogni altra cosa, un legame viscerale che lo legherebbe ancora una volta al campo.

La confessione del ritorno: Il Sogno Bleu è l’unica vera chiamata

Zidane

Quel “vedremo” è un piccolo segno di speranza lanciato a tutti i Bleus. Non è un mistero che la Francia lo aspetti. L’ex centrocampista, con le sue 108 presenze in nazionale, è l’erede designato per raccogliere il testimone. E il destino sembra aver già tracciato la strada: l’attuale commissario tecnico, Didier Deschamps , lascerà l’incarico subito dopo la Coppa del Mondo del 2026. Lì, per Zizou, la panchina si spianerebbe.

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È chiaro, per uno che ha vinto tutto da giocatore, solo le sfide più grandi contano. E i suoi successi in panchina sono stati talmente clamorosi da alzare l’asticella a livelli inarrivabili. Ma fermiamoci su quei numeri: c’è un dato che fa tremare le gambe. In quei due cicli, il primo breve e devastante tra il 2016 e il 2018, e il secondo più sofferto dal 2019 al 2021, Zizou è stato al comando dei Blancos per 263 gare ufficiali, un bottino che parla da solo.

Zidane Champions

Soprattutto se consideriamo che in tre anni di fila, dal 2016 al 2018, ha alzato al cielo la Champions League, cosa che non era mai successa nella storia del calcio. C’è anche l’orgoglio di aver sollevato due titoli della Liga e due Coppe del Mondo per club. Un palmarès che ti fa dire: cosa altro resta da dimostrare?

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Per questo, quando ha lasciato Madrid nel 2021, lasciando intendere che, purtroppo, i rapporti con la dirigenza si erano logorati e la fiducia mancava, in molti pensavano a un immediato cambio di maglia. Il suo nome è stato accostato a top club come il Manchester United e il Paris Saint-Germain, ma finora ha sempre rifiutato. Zero firme, zero panchine. Era come se stesse aspettando. Stava, evidentemente, coltivando un’attesa ben precisa.

E poi c’è stata la Juventus, la sua ex squadra da giocatore. Si era parlato insistentemente di un suo ritorno a Torino un paio d’anni fa, voci di corridoio molto insistenti tra gli addetti ai lavori. Al festival, Zidane ha provato a fare chiarezza anche su quel fronte. “Non è successo in passato, ho fatto altre scelte” ha spiegato, quasi con un velo di malinconia. Ma subito dopo ha aggiunto una frase che suona come una dichiarazione d’amore: “La Juve è sempre nel mio cuore, mi ha dato tanto quando sono arrivato.

Insomma, il campo gli manca, si vede, si percepisce. Non si va via in grande stile, non quando si è fatti di calcio come lui. L’obiettivo è tornato a essere la Nazionale francese, un ciclo da chiudere, un sogno da realizzare. Dopotutto, l’uomo dei record al Real Madrid non poteva che puntare alla vetta più alta: rappresentare il suo Paese dalla panchina.

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